Proviamo a vedere come si potrebbe partire, quindi all’attualità della Groenlandia.
Ho avuto la fortuna di girare abbastanza il mondo, cosicché m’è capitato una notte di sorvolare anche la Groenlandia. Era un volo da San Francisco a Londra a bordo del fantastico Airbus A 380, doppio ponte da 525 posti (823 nella versione charter); il grande display che dava la posizione evidenziava (a quota 12.600 m) che ci si stava avvicinando all’isola più grande del mondo (2,2 mio di kmq rispetto ai 0.302 dell’Italia) con la coltre di ghiaccio seconda solo all’Antartide. La rotta artica pareva seguire la luce lunare che illuminava il nord atlantico, luce che divenne bagliore appena sopra i ghiacci. Avevo letto che lo spessore superava i tre km e che verso il 1910 gli studiosi ne avevano trivellato la superficie ricavandone carote che poi furono analizzate in laboratorio. Ecco, la storia comincia da qui, storia “vera” perché ancora allora - pare incredibile - la scienza era libera e raccontava quello che lo studio evidenziava, liberamente riproducendo gli esperimenti. Non fu mai più così, e mi scuserete la polemica puntualizzazione - dalla 1^ Guerra mondiale in poi, da quando cioè la scienza fu sottoposta ai voleri dei potentati che avevano cominciato a finanziarla. Oggi è ancora largamente così, con eccezione della cosiddetta scienza “alternativa”. Sul punto bisogna intendersi, pena l’inutilità di tutto il mio dire, e che preferisco definire “disincantato”.
Sui risultati dei carotaggi groenlandesi convengono comunque tutti, salvo che taluni gli enfatizzino, mentre altri li sottendono. Le carote di ghiaccio sono come la dendrometria di una pianta i cui anelli di crescita annuale ne raccontano la vita. Stiamo quindi alle evidenze macro. Queste segnalano inequivocabilmente che i contenuti in H, O2, con altri gas e minerali, segnano la storia plurimillenaria di quel territorio confermando le vicende che si erano ipotizzate come possibili anche per tutti le altre terre emerse non meno che per mari e oceani.
Due dati balzano all’occhio: 12.850 anni fa siamo stati colpiti da meteoriti cosmiche che impattando sulla Terra hanno creato ciò che il mito (Storia!) ha tramandato a tutte genti del pianeta e che noi chiamiamo Diluvio Universale. Meteoriti galattiche che provengono dalla costellazione del Toro e più precisamente da quella parte che chiamiamo Pleiadi; queste incrociano la nostra orbita due volte all’anno, una a fine giugno/inizio luglio, l’altra a fine ottobre/novembre. E’ come attraversare un’autostrada semi deserta che un paio di volte all’anno ha traffico più intenso…ci va quasi sempre bene, ma talvolta rischiamo o ne rimaniamo travolti, come 12.850 anni fa. Non è quindi un caso che tutti i popoli del mondo, ancorché di religioni diverse, da sempre ricordano i morti fra fine ottobre/inizio novembre e anche Halloween non fa eccezione.
Un paio di millenni prima un altro corpo celeste aveva fatto pure di peggio: l’impatto fu così forte che s’inclinò l’asse terrestre (spostando il polo nord dov’è adesso di 12,5* ca) facendo pure scorrere la crosta terrestre. Per dire: l’attuale Siberia in pochi attimi passò da rigogliosa zona pluviale temperata e popolata da milioni di mammut a gelo, comprovato (fra gli altri) dal piccolo mammut emerso qualche decennio fa dalla tundra seduto sul culo e con ancora il boccone d’erba in gola. La tundra che si sta riscaldando con enormi emissioni di metano, rende zanne e scheletri a migliaia, basta controllare in internet.
Facendo un passo in avanti si arriva alla prima - ormai difficilmente contestabile se non con l’oblio - grande verità: prima del Diluvio non c’era il “caos” biblico con un Dio che tutto creò in una settimana, Uomo compreso. Prima c’era un’altra civiltà, perlomeno una se non vogliamo dare retta ai “miti” della Valle dell’Indo che di civiltà precedenti ne riportano addirittura sette. E documentate, sempre che si abbia il coraggio di levare il velo della “mitologia che fa rima con fantasia” per un approccio più “disincantato”, come dicevo.
Fermiamoci pertanto alla possibilità che prima della nostra civiltà ce ne fosse stata almeno un’altra…
Commenti
Posta un commento