Proviamo a vedere come si potrebbe partire, quindi all’attualità della Groenlandia. Ho avuto la fortuna di girare abbastanza il mondo, cosicché m’è capitato una notte di sorvolare anche la Groenlandia. Era un volo da San Francisco a Londra a bordo del fantastico Airbus A 380, doppio ponte da 525 posti (823 nella versione charter); il grande display che dava la posizione evidenziava (a quota 12.600 m) che ci si stava avvicinando all’isola più grande del mondo (2,2 mio di kmq rispetto ai 0.302 dell’Italia) con la coltre di ghiaccio seconda solo all’Antartide. La rotta artica pareva seguire la luce lunare che illuminava il nord atlantico, luce che divenne bagliore appena sopra i ghiacci. Avevo letto che lo spessore superava i tre km e che verso il 1910 gli studiosi ne avevano trivellato la superficie ricavandone carote che poi furono analizzate in laboratorio. Ecco, la storia comincia da qui, storia “vera” perché ancora allora - pare incredibile - la scienza era libera e raccontava quello...